
Per la stagione Spring/Summer 2026, la visione di Rick Owens si insinua tra le pieghe del DNA di Moncler per dare vita a una collisione estetica senza precedenti, dove il rigore architettonico di Berlino incontra la libertà primordiale della natura selvaggia. È quello che il designer californiano definisce con un neologismo tagliente, “brucolic”: un’esplorazione che fonde il monumentale cemento del brutalismo tedesco con l’idillio bucolico del verde urbano. Abbandonata l’idea classica di outerwear invernale, la collezione si trasforma in un’uniforme estiva leggera e radicale, concepita per chi vive i confini della metropoli.
Le silhouette sono sculture in movimento che sfidano le proporzioni convenzionali: spalle esagerate e scultoree si alternano a tagli cropped e nips sartoriali, mentre le iconiche trapuntature “Geocamo” evocano le facciate geometriche degli edifici berlinesi. In questa danza di volumi, il guardaroba si apre a una fluidità gender-neutral dove kilt, shorts e gonne asimmetriche in jersey scivolano sopra calze da trekking tonali e sneaker Trailgrip Megalace, pronte ad affrontare tanto l’asfalto quanto il fango. La palette cromatica, pur restando ancorata ai toni della polvere, del nero e dell’oliva vintage, si accende improvvisamente di un rosso carniolano audace, una nuova vibrazione cromatica che segna l’evoluzione di questa collaborazione.
A sigillare questo racconto sono le immagini intime e viscerali di Juergen Teller, che ritrae lo stesso Rick Owens con la compagna e musa Michèle Lamy in un’atmosfera candida e umana, celebrando la passione e la connessione oltre l’estetica del prodotto. Non è solo moda, è un corpo di lavoro organico che eleva il tecnico all’artistico, definendo un nuovo standard per il luxury contemporaneo.
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